L’Arbitrato dopo la Riforma Cartabia: Sintesi
L’intervista con l’Avvocato Flavio Rodi verte sugli interventi introdotti dalla Riforma Cartabia (attuata per rispondere alle richieste europee nell’ambito del PNRR per velocizzare la giustizia civile) sul procedimento arbitrale, inteso come un sistema alternativo di risoluzione delle controversie (ADR).
1. Contesto e Obiettivo della Riforma
NecessitΓ : La Riforma Cartabia Γ¨ intervenuta per superare i problemi di eccessiva lunghezza e farraginositΓ del giudizio civile in Italia.
Arbitrato: Si tratta di un procedimento in cui le parti decidono per iscritto (con la convenzione di arbitrato) di devolvere la risoluzione della disputa a un arbitro (spesso un avvocato o un professore universitario) o a un collegio arbitrale.
Impatto: Le riforme sull’arbitrato (in vigore per i procedimenti instaurati dopo il 28 febbraio 2023) sono considerate positive, in quanto rendono il sistema italiano piΓΉ rispondente agli standard internazionali e piΓΉ appetibile per gli investitori stranieri.
2. Principali Interventi e NovitΓ
La Riforma Cartabia ha introdotto modifiche importanti al Codice di Procedura Civile:
A. Nomina e Indipendenza dell’Arbitro
Nuovi Meccanismi di Nomina: In caso di mancata indicazione delle modalitΓ di nomina da parte delle parti, interviene il Presidente del Tribunale competente. I meccanismi sono ora incentrati su rotazione, efficienza e trasparenza per garantire maggiore imparzialitΓ .
Obbligo di Disclosure: Gli arbitri nominati sono tenuti a rilasciare una dichiarazione (disclosure) per rivelare alle parti l’esistenza di eventuali ragioni che possano minare la loro imparzialitΓ e indipendenza (es. aver rappresentato in passato una delle parti).
Rimedi: In caso di mancata disclosure o di problemi, le parti possono chiedere l’intervento del Presidente del Tribunale, che puΓ² decidere sulla decadenza dell’arbitro.
B. Potere di Emettere Provvedimenti Cautelari (La NovitΓ piΓΉ Rilevante)
Problema Precedente: Prima della Riforma, l’arbitro non possedeva il potere di emettere provvedimenti cautelari (come un sequestro conservativo), costringendo le parti a ricorrere al Tribunale ordinario, creando una situazione complessa tra i due procedimenti.
Soluzione Cartabia: Finalmente anche gli arbitri possono emettere provvedimenti cautelari, a patto che le parti gli attribuiscano esplicitamente questo potere.
Critica: Viene sollevato il limite temporale per l’attribuzione di tale potere: le parti devono decidere prima dell’instaurazione del procedimento, nonostante l’esigenza cautelare possa sorgere in un momento successivo.
C. Termini per l’Impugnazione del Lodo Arbitrale
Lodo Arbitrale: Γ il provvedimento che definisce il procedimento (la “sentenza” dell’arbitrato).
Nuovo Termine Lungo: Prima della Riforma, il termine lungo per impugnare il lodo era di un anno dalla sua emissione, rallentando la definitivitΓ della risoluzione.
Riduzione: Oggi il lodo Γ¨ impugnabile entro sei mesi dall’ultima sottoscrizione (allineandosi al termine previsto per le sentenze del giudice ordinario).
D. Esecuzione dei Lodi Stranieri
Esecuzione Immediata: Prima, il decreto di exequatur (il provvedimento della Corte d’Appello che riconosce e rende eseguibile il lodo straniero in Italia) era eseguibile solo dopo che fosse spirato il termine per l’opposizione al decreto stesso.
NovitΓ : Adesso, il decreto di exequatur Γ¨ immediatamente esecutivo, consentendo alla parte vittoriosa di procedere subito con l’esecuzione forzata in Italia.