L’aumento delle denunce non Γ¨ dovuto a un calo della qualitΓ medica (l’Italia vanta eccellenze), ma a diversi fattori esterni:
Passaparola negativo: Una cultura che etichetta ogni esito infausto come “malasanitΓ ”.
Carenze organizzative: Spesso il medico Γ¨ l’ultimo anello di una catena che presenta difetti strutturali, turnazioni massacranti e mancanza di presidi.
Specializzazioni a rischio: Chirurghi, ortopedici e ostetrici-ginecologi sono le figure piΓΉ esposte e colpite psicologicamente e patrimonialmente.
L’avvocato Ciresi, avendo contribuito alla stesura tecnica della legge, ne sottolinea l’obiettivo (purtroppo non sempre centrato nella pratica):
Dalla punizione alla prevenzione: Introduzione del monitoraggio dei rischi e degli eventi avversi (Risk Management).
Linee Guida: Fondamentali per la difesa. Se il medico segue le buone pratiche clinico-assistenziali, la sua condotta dovrebbe essere considerata lecita, distinguendo l’errore dalla complicanza inevitabile.
Un punto critico Γ¨ la differenza tra l’Italia e altri paesi europei (come la Francia):
In Italia: Il paziente spesso sceglie la via penale perchΓ© Γ¨ gratuita (costi a carico dello Stato) e per esercitare pressione. Il medico risponde spesso in proprio, rischiando il patrimonio personale.
Sistema “No-Fault” (Indennizzo): L’avvocato propone un sistema dove il danno venga ristorato tramite un indennizzo (social welfare) anzichΓ© un risarcimento basato sulla colpa, per evitare che la ricerca di giustizia del paziente diventi una persecuzione per il professionista.
Uno dei temi piΓΉ toccanti Γ¨ la lesione della reputazione:
Asimmetria informativa: La notizia dell’incriminazione finisce in prima pagina; l’assoluzione (che arriva anni dopo) spesso non viene pubblicata o riceve uno spazio minimo.
Conseguenze: Questo crea un danno indelebile alla carriera e alla serenitΓ del medico, che spesso preferisce il silenzio mediatico anche dopo essere stato scagionato per non riaprire la ferita.
Il diritto sanitario dovrebbe evolvere verso una conciliazione stragiudiziale (come avviene a Bolzano o in Belgio) e una maggiore tutela delle strutture, garantendo al contempo al paziente il diritto al ristoro, ma senza distruggere la dignitΓ e la professionalitΓ dei medici.
Nota di riflessione: Il concetto di “complicanza” che non esiste nel linguaggio giuridico (dove si parla solo di danno o lesione) Γ¨ il cuore del conflitto tra medicina e magistratura.
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