Avvocati specialisti, arriva il nuovo titolo in diritto commerciale e societario

Avvocati specialisti, arriva il nuovo titolo in diritto commerciale e societario

Si prepara a cambiare la geografia delle specializzazioni forensi. È approdato all’esame della Commissione Giustizia della Camera lo schema di decreto ministeriale che interviene sulla disciplina del conseguimento e del mantenimento del titolo di avvocato specialista, introducendo una nuova area autonoma dedicata al diritto commerciale e societario e ridefinendo i relativi percorsi formativi.
L’intervento normativo si inserisce nel solco delle sentenze nn. 188 e 189 del 2024 del TAR Lazio, divenute definitive, che avevano parzialmente annullato il D.M. n. 144 del 2015 nella parte relativa all’individuazione dei settori di specializzazione e dei percorsi necessari per il riconoscimento del titolo.
Secondo i giudici amministrativi, la precedente configurazione delle specializzazioni risultava irragionevole nella misura in cui collocava il diritto commerciale tra i semplici indirizzi del diritto civile, escludendolo dall’elenco dei settori autonomi di specializzazione. Una scelta che finiva per equiparare il diritto commerciale a materie che, sotto il profilo scientifico e didattico, ne rappresentano invece articolazioni e sviluppi specialistici, come il diritto industriale, della proprietà intellettuale e dell’innovazione tecnologica, il diritto bancario e dei mercati finanziari e il diritto della crisi d’impresa e dell’insolvenza.
Il nuovo decreto recepisce tali rilievi e istituisce il settore di specializzazione in diritto commerciale e societario, destinato ad accogliere al proprio interno diversi indirizzi specialistici oggi frammentati. Contestualmente saranno aggiornate le linee guida per la definizione dei programmi dei corsi di formazione specialistica, affidate alla Commissione permanente istituita presso il Ministero della Giustizia.
La riforma rappresenta anche un tentativo di rilancio dell’intero sistema delle specializzazioni forensi, che a oltre un decennio dalla sua introduzione non ha prodotto i risultati attesi. Secondo i dati riportati dal Sole 24 Ore, a fronte di circa 230 mila avvocati iscritti agli albi, i professionisti che hanno ottenuto il titolo di specialista sono meno di 500. Di questi, 325 hanno conseguito il riconoscimento attraverso il dottorato di ricerca, 137 mediante i corsi organizzati dalle associazioni specialistiche in collaborazione con le università, mentre nessun titolo risulta attribuito attraverso il canale della comprovata esperienza professionale.
Particolare attenzione è dedicata al regime transitorio. Gli avvocati che hanno conseguito, nei cinque anni precedenti all’entrata in vigore del nuovo regolamento, il titolo di specialista nel settore civile con indirizzo commerciale e societario, in diritto industriale, della proprietà intellettuale e dell’innovazione tecnologica, in diritto della crisi d’impresa e dell’insolvenza oppure in diritto bancario e dei mercati finanziari, potranno richiedere la conversione nel nuovo titolo di specialista in diritto commerciale e societario.
La conversione sarà subordinata al superamento di una prova scritta e orale dinanzi alla commissione competente, finalizzata a verificare la corrispondenza delle competenze possedute con quelle richieste dal nuovo percorso specialistico.
Una procedura semplificata è invece prevista per gli avvocati che hanno ottenuto il titolo di specialista grazie al conseguimento del dottorato di ricerca. Per questi professionisti la conversione al nuovo settore potrà avvenire senza ulteriori verifiche valutative.
L’intervento rappresenta un passaggio significativo nel processo di revisione dell’ordinamento delle specializzazioni forensi e mira a rafforzare il riconoscimento delle competenze in uno dei settori più rilevanti dell’attività professionale, recependo al contempo le indicazioni provenienti dalla giurisprudenza amministrativa e dalle istanze della comunità accademica e professionale.

TUTTI GLI ARTICOLI