Il Ministero della Giustizia ha pubblicato sul proprio portale i dati aggiornati al 10 giugno 2026 relativi al monitoraggio annuale sui reati ambientali introdotti dalla Legge 22 maggio 2015, n. 68, la riforma che ha inserito nel codice penale il Titolo VI-bis dedicato ai delitti contro l’ambiente.
L’attività di monitoraggio, avviata nel febbraio 2016, ha l’obiettivo di verificare il funzionamento concreto del sistema penale ambientale attraverso la raccolta dei dati provenienti da Procure e Tribunali italiani. L’analisi riguarda il numero dei procedimenti iscritti, delle archiviazioni, delle azioni penali esercitate, delle condanne e delle assoluzioni per ciascuna fattispecie di reato, fornendo elementi utili per eventuali interventi correttivi sul piano normativo.
La legge n. 68 del 2015 ha rappresentato una svolta nella tutela penale dell’ambiente, superando il precedente sistema fondato prevalentemente su contravvenzioni e reati di pericolo astratto. La riforma ha introdotto nel codice penale i delitti di inquinamento ambientale (art. 452-bis) e disastro ambientale (art. 452-quater), affiancati da altre fattispecie quali il traffico illecito di rifiuti, la combustione illecita di rifiuti, il traffico di materiale ad alta radioattività e l’omessa bonifica.
Discariche abusive: procedimenti dimezzati
Tra i dati più significativi emerge il netto calo dei procedimenti per discarica abusiva. Nel 2025 le iscrizioni nel registro degli indagati sono scese a 468, quasi la metà rispetto alle 929 registrate nel 2024. Anche l’esercizio dell’azione penale risulta in diminuzione, passando da 458 a 228 casi.
Sul fronte giudiziario, i dati raccolti dal 72% degli uffici giudiziari mostrano 79 condanne nel 2025 contro le 116 dell’anno precedente, mentre le assoluzioni passano da 67 a 62.
Aumentano i procedimenti per combustione illecita di rifiuti
In controtendenza il fenomeno della combustione illecita di rifiuti. I procedimenti iscritti sono saliti da 717 nel 2024 a 780 nel 2025. Tuttavia, l’azione penale è stata esercitata in 309 casi, in calo rispetto ai 360 dell’anno precedente.
Crescono invece le condanne, passate da 56 a 81, mentre le assoluzioni diminuiscono da 56 a 38. Un dato particolarmente rilevante riguarda il numero elevatissimo di procedimenti contro ignoti: nel 2025 sono state registrate ben 958 iscrizioni senza individuazione degli autori del reato.
Traffico illecito di rifiuti: meno procedimenti, più condanne
Per il reato di attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti si registra una riduzione delle iscrizioni. I procedimenti passano da 236 nel 2024 a 172 nel 2025, mentre i casi nei quali il pubblico ministero ha esercitato l’azione penale scendono da 60 a 34.
Nonostante ciò, aumentano sensibilmente le condanne emesse dai Tribunali, che raggiungono quota 42 contro le 27 dell’anno precedente. Le assoluzioni restano sostanzialmente stabili, passando da 19 a 18.
Archiviazioni ancora elevate
Il monitoraggio evidenzia numeri ancora molto consistenti sul fronte delle archiviazioni, sia nei procedimenti contro soggetti identificati sia in quelli contro ignoti.
Per la discarica abusiva le richieste di archiviazione formulate dalle Procure sono state 211 contro noti e 107 contro ignoti. In Tribunale le archiviazioni sono state 112 contro noti e 123 contro ignoti, con una significativa diminuzione rispetto al 2024, quando quelle contro noti avevano raggiunto quota 273.
Per la combustione illecita di rifiuti le Procure hanno chiesto l’archiviazione in 237 procedimenti contro noti e in 810 contro ignoti. In Tribunale le archiviazioni sono state rispettivamente 133 e 201.
Anche per il traffico illecito di rifiuti i numeri restano elevati: in Tribunale si registrano 118 archiviazioni contro noti e 69 contro ignoti, mentre le richieste avanzate dalle Procure sono state 62 contro noti e 10 contro ignoti.
Inquinamento ambientale: oltre 370 procedimenti
Il delitto di inquinamento ambientale previsto dall’articolo 452-bis del codice penale ha fatto registrare nel 2025 un totale di 377 procedimenti iscritti, di cui 204 contro noti e 173 contro ignoti, in lieve diminuzione rispetto all’anno precedente.
Le richieste di archiviazione sono state 101 contro noti e 118 contro ignoti, mentre l’azione penale è stata esercitata in 57 casi. In Tribunale si contano 25 condanne e 6 assoluzioni. Le archiviazioni sono state 74 nei procedimenti contro noti e 55 in quelli contro ignoti.
Un bilancio a undici anni dalla riforma
A oltre dieci anni dall’entrata in vigore della Legge n. 68 del 2015, il monitoraggio del Ministero della Giustizia restituisce un quadro articolato. Da un lato emerge la diminuzione di alcuni fenomeni, come le discariche abusive e il traffico organizzato di rifiuti; dall’altro persistono criticità significative, in particolare l’elevato numero di procedimenti archiviati e la difficoltà nell’individuazione degli autori dei reati, soprattutto nei casi di combustione illecita di rifiuti.
I dati raccolti rappresentano uno strumento essenziale per valutare l’efficacia del sistema penale ambientale e orientare eventuali interventi legislativi volti a rafforzare la tutela dell’ambiente e il contrasto agli eco-reati.

Diritto
Reati ambientali, il monitoraggio del Ministero della Giustizia: calano le discariche abusive, aumentano i procedimenti per roghi di rifiuti
Il Ministero della Giustizia ha pubblicato sul proprio portale i dati aggiornati al 10 giugno 2026 relativi al monitoraggio annuale

